...una! Un po' più di mezza, un po' meno di due...
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mini- 17:42 - 3 cm (ahia!)
amelia - 17:43 - mi spiace... ma c'è altro nella vita, suvvia!
mini- 17:43 - dici? (dicono…)
amelia - 17:43 - ma si... (si?)
amelia - 17:43 – suppongo (ah ecco!)
mini- 17:44 - ma sei una donna? (a giorni alterni)
amelia - 17:44 - te ne stupisci?
mini- 17:44 - bhe di solito mi rispondono gli uomini che si camuffano da donne, tu non lo sei, vero? (no no, per carità: è scomodissimo scrivere con una parrucca, le unghie finte e il reggiseno imbottito)
amelia - 17:45 - la confusione sessuale è tipica, di questi tempi (benvenuti nel terzo millennio!)
mini- 17:45 - infatti quasi quasi divento bsx (si, ma sempre di 3 cm ti rimane…)
mini- 17:46 - ma tu ce l'hai la cam?
amelia - 17:46 - si, grazie (non compro niente!)
mini- 17:46 - ti va di vederci? quanti anni hai? (preoccupato per la mia vista??)
amelia - 17:46 - abbastanza
mini- 17:47 - tipo? piu' o meno di 40?
amelia - 17:47 - meno di 40, ma sufficienti ad annoiarsi per il "vediamoci in cam" (tra qualche anno cambierai idea, vedrai…)
mini- 17:48 - farò tutto quello che vuoi, ci stai? (uhhhhh, che cosa allettante, potevi dirlo subZZZzzZZzzZZzzzZZ)
mini- 17:48 - tranne il viso (eh no, allora no!!)
mini- 17:48 - ma se tu me lo fai vedere ti faccio vedere anche il mio (perché… si riesce ad inquadrarlo? 3 cm…)
amelia - 17:48 - che ti devo fare vedere??
mini- 17:49 - il tuo viso se vuoi vedere il mio (ahhh, il viso…)
mini- 17:49 - e' l'unica cosa, per il resto.......... (quanti puntini sospensivi… ci arrivano a 3cm??)
amelia - 17:49 - grazie, passo
mini- 17:49 - dai please
amelia - 17:50 - ma onestamente... a me... che piacere potrebbe dare vederti???
mini- 17:50 - a te non so (ecco, chi se ne frega di te!)
amelia - 17:50 – appunto
Vado a fare due passi altrove… passi piccoli… di 3 cm l’uno!
postato da: Ameliando alle ore 19:22
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categoria: chat
Dieci cose da cui capisci che hai bisogno di ferie.
1) Guardando il frigo vuoto, ti dici che è necessario inviare un ordine ai fornitori;
2) Rispondi al telefono di casa tua con “Pronto, Nomedelladittapercuilavori, buongiorno”;
3) Dopo aver comprato il latte e il pane, in salumeria, chiedi la fattura;
4) Prima di comprare lo spezzatino, pretendi un preventivo;
5) Incontri l’amministratore del tuo condominio che vuole parlarti dei nuovi lavori di ristrutturazione e gli chiedi di mandarti un’e-mail coi dettagli;
6) Quando apparecchi per il pranzo, di fianco al bicchiere, aggiungi un porta penne;
7) Nascondi la pagina di Facebook, se, mentre navighi da casa, ti si avvicina qualcuno;
8) Dopo aver fatto shopping, riponi le buste in auto mentre compili una distinta di carico;
9) Riesci a bere il caffè solo in bicchieri di plastica con un bastoncino trasparente per mescolare lo zucchero;
10) Tieni i volantini delle offerte dei centri commerciali in bustine trasparenti all’interno di un raccoglitore.
…e ancora vi chiedete perché non scrivo più??
postato da: Ameliando alle ore 16:32
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categoria: 10 cose
Io amo gli uomini.
Non so davvero come si possa fare a meno degli uomini.
Come si fa a rinunciare a chi, dopo che hai speso miliardi di parole per esprimere quello che senti, scomodato l’intero mondo animale e vegetale per creare auliche metafore che potessero spiegare al meglio il tuo amore per lui, averlo ricoperto di baci e coccole mentre gli dicevi “Ti amo”, ti risponde “…si, anch’io” grattandosi una chiappa??
Un uomo è un essere unico, senza il quale noi donne non saremmo quello che siamo (rassegnate??).
Un uomo è quell’essere speciale che quando gli dici “Mi manchi”, dopo settimane che siete lontani, dopo giorni di strazianti attese colmate solo dal desiderio di potersi riabbracciare, ti risponde “Pensami, vedrai che ti passa”. Come il tuo medico che ti consiglia una supposta se gli dici che sei stitica.
Uomini: quelle creature che, quando gli esprimi i tuoi dubbi circa i loro sentimenti, ti rispondono “Tu non sai cosa faccio per te, a cosa rinuncio per stare con te”. E tu, dopo un primo momento di smarrimento e sensi di colpa che ti divorano, realizzi che stanno parlando alla partita di Champions League che hanno perso Mercoledì per portarti a cena fuori.
Un uomo è quello che, dopo giorni che ti corteggia, che ti dice che ti desidera, che ti chiama per invitarti ad uscire, che chiede alla tua amica di convincerti a vederlo, quando hai deciso di fissare un appuntamento… “Lunedì esco tardi da lavoro, Martedì ho il calcetto, Mercoledì ho il poker, Giovedì ho un buco, ti faccio sapere”…
Un uomo è quello che non ti lascia mai… Aspetta che sia tu a farlo! Perché gli uomini non chiudono mai una porta: hanno sempre bisogno di lasciarsi uno spiraglio in cui rientrare, se le cose si dovessero mettere male con l’altra.
Un uomo è capace di lasciarti “perché ti amo troppo”, scardinando tutte le tue certezze circa la logica e la sequenzialità degli eventi, acquisite con anni e anni di razionalità e di vita normale, in cui ad un’azione corrisponde una reazione che abbia una qualche correlazione con l’azione da cui scaturisce.
L’uomo è quell’essere capace di dirti cose tra le cui righe impari a riconoscere messaggi reconditi, che ti fa esercitare sulla lettura trasversale, che ti insegna la molteplicità di sinonimi esistenti per le parole “Voglio trombare” (“Mi manchi” ; “Da quando ci siamo lasciati ho un vuoto dentro di me” ; “Con lei non c’è il dialogo che c’era con te” ; “Mi piace il colore del tuo maglione”, per fare qualche esempio…)
Un uomo è capace di convertiti alla sua religione, dimostrando la sua inamovibile fedeltà al credo dei Presbiti dell’amore, quelli che si fanno amare solo da lontano, quelli che “se ti innamori troppo ti lascio”.
Un uomo ti lascia esprimere, è tollerante, ti asseconda nel tuo bisogno di lavargli i calzini, stirargli le camicie, pulirgli casa, senza per questo rinnegare le sue origini e restando attaccati ai valori fondamentali della famiglia (“La lasagna come la fa mammà…”)
Un uomo ha il dono di una sensibilità superiore, di un tatto e di un altruismo senza limiti, il dono di lasciarti per il tuo bene perché “sono uno stronzo, non ti merito”.
Si può davvero fare a meno di questo??
postato da: Ameliando alle ore 07:19
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categoria: amenità ameliose
La recessione non paga.
No, fa bene il nostro primo ministro a spingerci a spendere, perché fare la cresta sulla spesa e risparmiare sui prodotti è il male.
Prendi me. Sono anni che ho smesso di comprare quei cosi lì, quelli che noi donne usiamo in quei giorni (e qui ammicco!). Cioè, non è che ho smesso proprio: è ancora presto per mandare le ovaie in pensione e far posto alla menopausa. Ma ho smesso di comprarli griffati. Tanto, ormai, tutti c’hanno le ali, tutti ti permettono di fare la ruota a un provino da vee-jay, tutti ti danno la possibilità di lanciarti da un aereo col paracadute. Chi più, chi meno. E io e il mio paracadute da un po’ abbiamo deciso di non cedere al richiamo della firma, e di affidarci alla qualità anonima.
Ma mica lo sapevo cosa mi perdevo?? Cioè, il mondo intanto cambia e nessuno mi dice niente! Fortuna che un’offerta speciale ha fatto ricomparire le griffate bustine di nuovo nella mia borsa della spesa. Altrimenti come avrei fatto io a sapere che “la frutta secca può regalarmi un naturale effetto relax”??? Si, porca miseria… c’è scritto sull’involucro del mio assorbente!! Mancano però i dettagli. Maledetti creatori di confezioni di assorbenti… dove sono i dettagli?? La frutta secca mi dà relax se la stendo sul pavimento e mi ci addormento sopra? Ma no, forse un infuso con l’uva passa… Ci sono: due prugne secche sugli occhi e va via la stanchezza!
“Lo sai che durante il ciclo mestruale è consigliabile indossare indumenti comodi e traspiranti?” Lo ignoravo… Mi tolgo la muta da sub e proseguo con la lettura.
“Lo sai che la sindrome premestruale colpisce maggiormente le donne che lavorano fuori casa?” Eh no, non lo sapevo. Tocca licenziarsi, allora. O spostare l’ufficio in casa. O andare ad abitare in ufficio.
“Lo sai che fino a due anni dalla prima mestruazione è normale che il ciclo ritardi o salti un mese?”. Anche nove mesi. E pensa quante bustine risparmiate…
“Lo sai che con la semplice borsa d’acqua calda puoi alleviare il dolore alla pancia?”. Giuro, ho provato. Ho riempito d’acqua bollente l’acqua, mi sono stesa sul letto e niente: la pancia ha continuato a farmi male. Allora sono tornata in bagno a riprendere la borsa d’acqua calda e l’ho buttata via!
Ma la cosa essenziale è che “durante il ciclo mestruale puoi tranquillamente fare il bagno in mare”… Cioè, sul serio?? Non c’è pericolo di attirare gli squali? Di contaminare la barriera corallina? Di far appassire le alghe? Di far mutare geneticamente le meduse?? Di riempirsi di acqua salata ed esplodere come un gavettone?? Wow…
Mi rimetto la tuta da sub e vado a tuffarmi.

postato da: Ameliando alle ore 17:55
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categoria: amenità ameliose
postato da: Ameliando alle ore 16:00
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categoria: sondaggione
Mapporca miseria... è già passato un anno da questo? Come vola il tempo, quando ti diverti... (si, sto bene... anche le mie stampelle stanno bene. Il mio ortopedico vi saluta tutti!)
postato da: Ameliando alle ore 21:22
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Egregio Sig. Presidente del Consiglio,
lei ha detto: “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle donne in Italia e credo che non ce la faremo mai”.
Sono totalmente d’accordo con lei, mi sembra plausibile.
Sig. Premier, non si scoraggi, secondo me è una cosa che si può fare. “Yes, we can!” direbbe un suo avversario. Mi segua…
Innanzitutto, ogni bella donna italiana dovrebbe avere nel cassetto del comodino il suo bel book fotografico. Di profilo, primo piano, di tre quarti, da tergo. Si, insomma, bisogna che ci si assicuri che sia stuprabile, ché noi non siamo un popolo che spreca risorse, figuriamoci un militare. Una raccolta di foto dai 18 ai 40 anni, non di più: gli stupratori, lo sappiamo tutti, son personcine dal palato fine e le cariatidi o le acerbe manco le guardano.
Chiunque si trovi nella fascia d’età citata, manderà il suo curriculum fotografico, corredato da qualche breve nota su giro vita, peso e taglia di reggiseno.
Lei, intanto, provvederà ad istituire in Parlamento una apposita CCS (Commissione Candidate allo Stupro) che vaglierà, scrupolosamente, ogni invio, decretando chi è inclusa o meno nell’assegnazione del soldato anti-violenza. Qualora la donna superi le selezioni, un militare le sarà inviato direttamente al suo domicilio e la seguirà passo passo, più fedele di un cucciolo salvato dal canile e più vigile di un mastino insonne.
Ovviamente sono escluse dalle selezioni quelle donne che hanno già aderito alla campagna “sposa un milionario” le quali sono nelle condizioni economiche di procurarsi un body guard di tasca loro.
La Commissione dovrà, altresì, lavorare sulle candidature dei militari che saranno assegnati alle miss da stupro. Saranno esclusi soldati in astinenza sessuale da tempo protratto.
I quiz preselettivi dovranno prevedere prove di resistenza quali “Non perdere il tuo aplomb in un harem di donne discinte” o “Tieni indosso la tua divisa su una spiaggia di nudiste senza implodere”.
Coloro che risulteranno vincitori delle prove, saranno inclusi nell’albo dei soldati anti-stupro e non potranno fare richiesta per altre liste, quali, ad esempio, quelle di soldato vigila-discarica per ovvi motivi di conflitto di interessi.
Una volta accoppiati, donna stuprabile e militare anti-violenza saranno legati da vincolo legale inscindibile fino a quando non si presenterà una delle cause di rescissione dal contratto e cioè:
a) sopravvenuta bruttezza imputabile ad un improvviso e inaspettato decadimento fisico o ad incidente sfigurante;
b) sopraggiunti limiti d’età;
c) caduta del governo.
Ha visto, Sig. Presidente, com’è stato facile? Non è complesso, ci ripensi, non molli. Io sarò con lei per l’organizzazione di tutto. Posso dedicarle tutto il tempo di questo mondo: sono racchia, e non devo passare il mio tempo a preoccuparmi di chi potrebbe violentarmi.
Che culo, eh?!
postato da: Ameliando alle ore 20:38
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Quando hai passato 10 giorni in ospedale e poi torni a casa, hai lo stesso atteggiamento dei reduci dal Vietnam: i primi giorni di riadattamento, li passi sobbalzando al minimo rumore nel corridoio di casa tua, porgendo d’istinto la chiappa, convinta che stiano venendo a farti la puntura quotidiana. Continui a lavarti con due gocce d’acqua, pur avendo a disposizione il tuo bagno e non più il bacile che usavi dal tuo letto d’ospedale. Pranzi ancora alle 12 e ceni alle 18. Alle 20 pretendi che tutti facciano silenzio, perché è ora di dormire e tieni tutte le tue cose in 30cm quadrati, lo spazio che ti era concesso dal comodino della tua stanza, in ospedale.
Poi devi riadattarti alla tua nuova condizione di portatrice di stampelle. Sembrano due innocui aggeggi, un supporto, un aiuto… Non fidatevi: le stampelle sono il male!
Devi innanzitutto imparare come poggiarle: o distribuisci il peso su entrambe e le muovi insieme, o ti ritrovi a girare come un compasso. Ti rassegni al fatto che non puoi trasportare nulla perché hai le mani impegnate a reggerle. Ti chiedi, a quel punto, perché nessuno abbia ancora pensato a fornirle di accessori: marsupio da stampelle, bauletto da stampelle, portapacchi da stampelle, poggia-bottiglia o almeno un portacellulare, santo cielo!
Ti arrangi come puoi… Devi bere? Arrivi (con affanno) al mobile, appoggi per un attimo le stampelle (perché non ci hanno fatto nemmeno un cavalletto??), ti reggi sulla gamba sana, mentre senti i muscoli della coscia iper-caricata che fanno il tifo e ti implorano di fare in fretta, prendi il bicchiere, lo poggi sul lavandino. Riprendi le stampelle, ti giri, ti posizioni a metà strada tra il lavandino ed il tavolo, ripoggi le stampelle, trasferisci il bicchiere dal lavandino al tavolo. Riprendi le stampelle, ti avvicini al frigo, poggi le stampelle, tiri fuori la bottiglia d’acqua, la poggi sul ripiano di fianco al frigo. Riprendi le stampelle, ti sposti a metà strada tra il ripiano e il tavolo, ripoggi le stampelle, sposti la bottiglia dal ripiano al tavolo, riprendi le stampelle, ti avvicini al tavolo, crolli su una sedia e fai finalmente incontrare la domanda e l’offerta di mercato: il bicchiere incontra l’acqua e tu, sfinita, pensi che, dopotutto, bere dalla bottiglia sarà anche da maleducati, ma fanculo le buone maniere!
La scena si ripeterà, più o meno uguale, negli episodi: “Vorrei fare merenda” “Quasi quasi mi faccio un the” “La tavola oggi la apparecchio io” “Cerco il necessario per vestirmi” e “Prendo il telecomando”.
Se vuoi evitare le piaghe da decubito e la decomposizione lenta ma inesorabile del tuo corpo, ‘ste robe infernali devi anche cominciare ad usarle per fare un percorso più lungo di due metri. E hai detto niente… Immaginate di dovere, da un giorno all’altro, usare dei muscoli che fino al giorno prima usavate per sollevare al massimo una forchetta o una bottiglia d’acqua, e adoperarli per spostare il vostro peso. Fin quando sei in casa, sopravvivi… Predisponi dei punti di ristoro nel corridoio, tra la camera da letto e il bagno e, quando non ce la fai, ti riposi, prendi un the caldo, ti massaggi le braccia, schiacci un pisolino, e quando sei pronto, riprendi il percorso fino alla meta.
Ma quando devi presentarti alla tua prima visita in ospedale, dopo solo tre giorni di affiatamento con le stampelle, e devi attraversare una sala d’attesa lunga 40 metri?? Come la metti??
Puoi piangere… ma difficile che un pubblico da ospedale si impietosisca. Puoi cercare delle sedie per i tuoi pit-stop…ma la sala è gremita di pazienti/malati/feriti/ingessati come te. Allora ti fai coraggio, soppesi ancora una volta la distanza che ti separa dall’ascensore che ti porterà dal medico, prendi un bel respiro, ti rassegni e parti!
Avanzi con le stampelle, sposti il peso sulle braccia, ti sollevi, sposti il corpo e riparti…stampelle, braccia, sollevi, sposti… stampelle, braccia, sollevi, sposti… Dopo qualche metro così, cominci ad avvertire chiaramente che la folla si apre per lasciarti un corridoio in cui passare. Senti distintamente la musica del maratoneta che ti fa da sottofondo… Sei sicuro che non sia immaginazione, ma ti pare di vedere qualcuno tra gli spettatori che ti lancia una spugna mentre un altro ti porge una bottiglia d’acqua e ti asciuga la fronte… Senti pronunciare il tuo nome dalla folla che fa il tifo mentre ti accorgi che, alle tue spalle, sta sopraggiungendo un altro concorrente che ambisce al titolo.. E’ una donna… guardala, ‘sta stronza, come stampella allegramente! Tu grondi sudore e lei zompetta con nonchalance! Maledetta… Finti una perdita d’equilibrio, le impedisci il passaggio a destra, la costringi a un cambio di direzione, tu intanto avanzi, prendi forza, acceleri e… fanculo, l’ascensore è mio!!
E sei solo al tuo terzo giorno con le tue nuove amiche… Le stampelle saranno con te per altri 28 giorni…

postato da: Ameliando alle ore 13:52
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categoria: il fantastico mondo di ameliÃ
05:52 - bello grosso e duro, vuoi vedermelo in webcam? (non mi va il torrone a quest’ora, ti ringrazio…)
06:13 - ciao… ho un bel pacco… facciamo cam? (uh, sono ad Affari Tuoi! Scelgo la Calabria…)
07:07 - ciao Amelie ... cosa fai levata dalle sette di domenica mattina d'inverno ???? (io ho scordato il pc acceso… tu, piuttosto!!)
14:43 - Sono Andrea di 33 anni di Roma,gestisco il mio solarium e insegno balli latino americani,dato che mi attraggono le donne che mettono collant color carne e tacchi,volevo chiedere se anche tu ne metti o meglio ti piace indossarli,se così fosse,sarei lieto di passare del tempo con te a parlare di ciò che viene a noi spontaneo... (ho perso il filo… mi son fermata al solarium… sicuramente sarà un messaggio subliminale che non ho ancora recepito….)
16:58 - CIAO SEI CURIOSA? sei maggiorenne? vuoi vedere delle clip "frizzantissime" a tua scelta e fantasia? (se aspetto, viene fuori anche Mastrota che mi vende le pentole??)
18:58 - ciao bella , ti va di posare il tuo sguardo sul mio corpo? (e se ci posassi una roncola, invece??)
11:55 - ciao, come va? ti piacerebbe vedere questo re ed il suo scettro in cam? Per divertimento… (hai uno “scettro” che racconta le barzellette??)
12:12 - ciao buonagiornata a te, reginetta (eh no, non sono regina… lo scettro è di quello di prima che deve averlo scordato)
13:53 - e tikke e tokke permesso? cammata? (brindato tanto, eh?!)
16:46 - facciamo l'amore?? (al mio via… sei pronto??)
17:15 - vuoi vedermi mentre me lo torturo in cam? (stile Arancia meccanica in chiave porno?? Il nuovo Kubrick del ca…)
15:56 - Permette? Posso palparle la chiappa Sx? (eh, ma poi la destra si offende… sai come son suscettibili ‘ste chiappe!)
13:30 - mi infilo i calzoncini e vado a farmi i miei 10km di corsa....vieni con me?? (sei troppo contro corrente… qui di solito se li sfilano i calzoni…)
postato da: Ameliando alle ore 10:57
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categoria: segreteria
Esorcista: Satana dietro a recessione e guai Alitalia
CITTA' DEL VATICANO - La recessione mondiale, la crisi dei mercati, le tribolazioni di Alitalia? Tutta colpa del Demonio che suggerisce scelte economiche e finanziarie sbagliate per dividere e impoverire i paesi. Se ne dice convinto il decano mondiale degli esorcisti, padre Gabriele Amorth, in un'intervista al sito cattolico 'Pontifex.Roma'.
postato da: Ameliando alle ore 16:19
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categoria:
"Ricorda sempre con un pizzico di nostalgia l'anno appena trascorso..."
Ma vaffanculo, va!
postato da: Ameliando alle ore 10:25
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categoria: amenità ameliose
Riassunto delle puntate precedenti:
Il 9 Dicembre, la nostra eroina, in preda ad un delirio recitativo, decide di reinterpretare in palestra la nota scena del calcio della gru di karate kid nella quale il protagonista, ferito ad un piede, riesce a saltare e calciare sconfiggendo l’avversario. In un impeto di creatività, Amelia decide di rivisitare la scena, invertendo i fatti: prima salta e poi si rompe una caviglia. Portata a riparare in un pronto soccorso partenopeo, la nostra protagonista sfanculerà la struttura quando le proporranno un ricovero, per iniziare un viaggio della speranza verso un noto centro ortopedico laziale, presso il quale resterà dieci giorni.
Nella puntata odierna, il racconto degli ultimi giorni di degenza.
Il giorno in cui devi operarti, e sai di essere la prima, hai una sorta di ansia da prestazione, un misto di desiderio e timore, che trova il suo apice quando vengono a prelevarti dal tuo lettuccio, per portarti a spasso fino alla sala torture.
Ad una papera terrorizzata dall’idea di un intervento, non giova molto ritrovarsi davanti all’ingresso delle sale operatorie fatto come l’ingresso di un forno: una porta scorrevole verso l’alto con un muretto attraverso cui passare dal tuo letto a quello che ti condurrà verso il bisturi. Ti chiedi se uscirai da lì con un limone in bocca e un rametto di rosmarino altrove…
Il benvenuto all’ingresso della sala degli orrori te lo da l’anestesista e la sua allegra assistente. Ti salutano amorevolmente e poi ti spiegano che stanno per farti un sedativo per rendere meno traumatica l’anestesia, la quale servirà a non farti sentir dolore durante l’operazione… E tu ragioni un attimo: sedativo per non sentire l’anestesia che non deve farti sentire il rimestare dei chirurghi… Perché, allora, non mi dai anche un’aspirina per non sentire il sedativo e un malox per non sentire l’aspirina?? Così… giusto per chiudere la matrioska del farmaco.
Poi le senti chiacchierare tra loro sull’uso dei vari sedativi “Il Dr. Cippaus in genere usava il XYZ” “No, io preferisco usare sempre la morfina” mentre ti infila il siringone di trip gratis e autorizzato nel braccio. Il mondo comincia a girare e Amelia lascia la terra per svolazzare felice nei cieli blu, giusto appena cosciente per rendersi conto di percorrere il miglio verde, l’ultimo corridoio che la conduce dritta sul tavolo operatorio. La sistemano di profilo, per farle il primo taglio, poi la rigirano, come in ogni girarrosto che si rispetti, per operare sull’altra lesione. E nello spostamento tutti continuano allegramente a tenerla vigile e testare il suo essere ancora tra i vivi “Amelia tutto bene?” “Amelia ci sei?” “Amelia come va??” e tu hai giusto la coscienza sufficiente a pensare “Cosa cazzo mi imbottisci a fare di morfina, se poi pretendi che io sia lucida???”. No, non va bene, prima di tutto mi sento rincoglionita e poi devo vomi…BLEAHHHHHHHH!
Nonostante il rincoglionimento da tossica, Amelia si rende conto che, mentre la crocifiggono nella nuova posizione supina, qualcuno le si avvicina tanto da riporle, giusto all’altezza della sua mano destra, un pacco natalizio maschile che spera vivamente di non aver tastato con coscienza, ma non potrebbe giurarlo, data la condizione psico-fisica. Intende, quindi, a questo punto, fare un appello: “Tu, membro dell’equipe che mi ha operata, qualora volessi discutere delle impressioni e delle sensazioni di quell’intervento, fatti riconoscere” ecco…
Dopo un paio d’ore di allegro chirurgo, pare che Amelia sia stata riparata e quindi viene riposta sul letto per riportarla in corsia. E giù di nuovo “Amelia tutto bene?” “Amelia abbiamo finito” “Amelia come va?” E come vuoi che vada… devo vomi…BLEAAAAAAAAAAHHHHH!
La nostra eroina, ormai soprannominata “Vomitina” viene riportata in stanza dove, si racconta, abbia parlato con la Madonna e annunciato un paio di profezie, che manco Nostradamus avrebbe saputo fare.
Ripresasi dal delirio, Amelia testa, con entusiasmo, la sua nuova condizione, evolutasi da totalmente inferma a semi-inferma. Ora, insomma, con una gamba libera da tiranti e pesi, può anche compiere un gesto di carità cristiana e porgere l’altra chiappa all’antibiotico.
Riuscirà, addirittura, ad abbandonare il suo letto a bordo di una fiammante sedia con rotelle a bordo della quale, in un delirio di onnipotenza, tenterà la fuga dalla camera, salvo poi ritornare con la coda tra le gambe dopo la crisi di panico sopraggiunta appena oltrepassata la soglia della stanza-cuccia nella quale si sentiva ormai al sicuro.
Quattro giorni e una decina di chili in meno dopo, Amelia viene dimessa, riconsegnata al mondo con la dotazione di due stampelle fiammanti e un gesso semi-aperto che permetta la manutenzione del punto a croce che contorna la sua caviglia.
To be continued…
postato da: Ameliando alle ore 15:03
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Sapete quante cose si imparano in 10 giorni di corsia? Innanzitutto, per esempio, che nonostante la fisica e la legge sugli spostamenti delle grandi masse d’acqua, impari che se posizioni bene la pala riesci a non bagnare il letto.
Poi si testano i limiti umani. Quelli intestinali, per esempio. Il tuo intestino si rifiuta di riconoscere la posizione supina come posizione defecatoria e ti lascia per poi re-incontrarsi in un’altra vita. Possibilmente in posizione eretta.
Impari un nuovo concetto di tempo, aspettando i minuti che separano il momento in cui l’infermiera ti piazza il diabolico vasino e quello in cui torna dopo averti lasciato con un “vengo subito”. E quel subito a te rimane sulle chiappe, un solco indelebile che ti ricorda il tempo e la sua relatività.
Testi i limiti del tuo ginocchio di resistere a 3 kg che tentano di staccarti una caviglia. Impari l’arte circense del cambio delle lenzuola con te sopra. Ti avvicini alla religione e al concetto di santità quando cominci a praticare il miracolo della moltiplicazione dell’acqua, riuscendo a farti una doccia con un solo bicchiere della suddetta senza, ovviamente, bagnare il letto.
Poi osservi, ascolti… Ascolti la donna della stanza attigua, per tutti “ ‘a nonna”, lettizzata pure lei come te, col suo slogan “Bella gente, venite da me”. E lasci andare la fantasia sulla sua probabile professione da giovane… Aveva forse un banco al mercato? Vendeva la frutta? …O faceva la baldracca?? Il dubbio si dissolve quando comincia a urlare di aver perso le mutande.
Ascolti la signora lì, in fondo al corridoio, che continua a chiamare tale e fantomatica Maria. Quando la senti chiedere all’infermiera perché non può avere un telefono, giacché paga un affitto, ti rendi conto che forse la Maria l’ha fumata.
E la donna della stanza di fronte e il suo continuo “Oh mamma mia” di dolore, che a giudicare dall’età della fanciulla, equivale più o meno all’evocazione di un fantasma durante una seduta spiritica.
Ascolti i rumori dell’ospedale che ti danno la scansione del tempo. Carrello delle medicazioni alle 6 di mattina (ti lasci bucare una chiappa, sempre la stessa, due volte al giorno, e ringrazi, anche!). Il rumore dei bricchi con l’orzo alle 7.30, quello delle scodelle di brodino alle 12 e alle 18. Gli zoccoli degli infermieri, le urla delle zoccole infermiere, i “mortacci” dell’infermiera di notte, contessa in un’altra vita…
Risocializzi, ti adatti all’ambiente, ricrei delle abitudini nuove e all’improvviso, senza che tu neppure te ne accorga, ti ritrovi a guardare Beautiful e Uomini e Donne senza un conato, con indifferenza, come se fosse una cosa normale.
E aspetti il giorno dell’intervento che ti scioglierà dalle catene della trazione, permettendo al tuo culo di staccarsi dal letto per portarsi almeno su una sedia a rotelle che potrà portarti verso la libertà.
E verso l’emancipazione dalla pala verso il cesso.
To be continued…
postato da: Ameliando alle ore 10:01
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categoria: il fantastico mondo di ameliÃ
Ci sono storie in cui metti il cuore e qualche volta si tratta solo di un prestito. Altre volte ti torna dietro in cocci e con fatica lo ricomponi.
Ci sono volte, invece, in cui ne torna indietro solo un pezzo. Ne hai lasciato un po’ altrove. E non ne senti la mancanza, sei felice che stia lì dove lo hai lasciato, a far compagnia al pezzo di cuore di qualcun altro che era venuto a cercarti.
Ci sono uomini che passano nella tua vita per farti crescere. Altri per farti perder tempo. Qualcuno per portarti un’ulcera.
E poi ci sono quelli che passano per darti un termine di paragone, per farti distinguere l’amore dal passatempo, per ricordarti che quello che non ti dà la stessa sensazione allo stomaco è solo un palliativo.
Ci sono uomini che ti lasciano, uomini che vorresti lasciare, uomini che non ci sono anche quando sono lì con te.
Ci sono uomini che non ti lasciano mai, anche quando non ci sono più e uomini che ti lasciano anche quando ti amano ancora.
Ci sono storie che rimpiangi. Storie di cui ti penti.
E storie di cui non ti pentirai mai.
Ci sono uomini che si aspettano.
E uomini che si lasciano andare.
Buon compleanno.
…stronzo.

postato da: Ameliando alle ore 09:09
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Ci sono solo due modi per dimagrire facendo a meno di dietologi e costose visite specialistiche: andare all’Isola dei Famosi o farsi ricoverare in ospedale.
Non essendo famosa e nutrendo anche una certa avversione per i servizi igienici tra le mangrovie, cosa avrò scelto mai per perder peso? Eh si, Amelia si è fratturata una caviglia. Tutto calcolato, sia chiaro. Il fatto di essere caduta come una pera cotta, dopo un salto, durante una lezione di karate, fratturando un malleolo, procurando una lussazione alla caviglia e rompendo un legamento era tutto chiaramente, perfettamente e minuziosamente calcolato! Perché io e la dieta non andiamo d’accordo. Meglio affidarsi alle amorevoli cure di latte, orzo, brodino e roba insipida.
Vi racconto l’evoluzione del diabolico piano? Ma si, ve la racconto…
Lezione in palestra, quadricipiti particolarmente provati, il maestro fa: “Ora correte fin qui e portate un calcio saltato qui in alto, dove metto le mani”.
Amelia intravede la possibilità di un dimagrimento forzato all’orizzonte, immagina già i chili persi quando prende a correre fin lì, illude il maestro col primo calcio portato a destinazione per non destare sospetti sulle sue intenzioni. Poi spicca il salto per il secondo, porta su la gamba d’appoggio, dà il calcio, intanto il quadricipite saluta tutti e va via per un appuntamento improrogabile lasciando Amelia libera di atterrare in una fantasiosa e personalissima reinterpretazione de La morte del cigno. Si ode un CRACK provenire dalla gamba, seguito da urla di dolore e pianti, giusto per impressionare il pubblico.
Il maestro, dopo una attenta osservazione di quel che resta di una caviglia, nella speranza di minimizzare il fatto, proferisce cotali parole: “Vedo sporgere il malleolo… l’hai sempre avuto così?” No, direi di no… non in condizioni di integrità fisica, almeno. E allora via di pronto soccorso dove un temerario e impavido infermiere tenta di sdrammatizzare con un perculamento “Cintura bianca, eh? E tu perciò ti sei fatta male”. L’uomo si salva per impossibilità fisica di reagire e metterlo a tacere. Amelia appunta il suo nome sul suo personale taccuino delle vendette.
Giunti dall’ortopedica di turno, si ode la sentenza “C’è una lussazione, adesso la riduciamo”. E tu pensi che il termine “ridurre” debba comportare qualcosa di minore… dolore, ad esempio. Tu riduci = io sento meno dolore. E invece pare che la matematica e l’ortopedia non siano in sintonia. La tizia e il suo sadico compare operano una serie di manovre che a dir loro riportano in asse l’osso. A dir mio collezionavano vaffanculo e bestemmie per la loro raccolta personale. Amelia viene, quindi, fasciata, passata ai raggi e le viene detto che necessita di ricovero per operarla e ricostruirle il legamento rotto. A quel punto interviene la sorella della papera, medico molto poco incline alla fiducia verso i colleghi conterranei, che le intima di firmare per le dimissioni per farsi curare da un ortopedico d fiducia e dalla rinomata fama. Il mattino dopo parte il viaggio della speranza verso un ospedale in terra sabina dove si ricomincia da capo. Dopo le lastre la sentenza: la manovra dell’allegra ortopedica e del sadico compare era sì di riduzione, ma aveva ridotto l’articolazione in fin di vita. Per cui Amelia viene trattenuta e le viene annunciata la messa in trazione per riallineare l’articolazione. Dicono trazione, io penso ad un piede fasciato,tenuto su in alto con dei tiranti e penso: “Vabbè, scomodo, ma se s’ha da fa…”. Poi l’ortopedico aggiunge: “Visto che ti metto il perno, magari invece della TAC ti faccio una risonanza”…
Suono dei violini di Psycho in sottofondo e sguardo smarrito e terrorizzato della protagonista
Perno??? Quale perno?? E mentre le probabili alternative si accavallano nella mente, la mia barella viaggia verso una camera di tortura. Torturatore 1 sta fasciando un’impalcatura di ferro. Torturatore 2 sta maneggiando strani aggeggi di cui discute con Torturatore 3 munito di Black&Decker nonostante non ci siano quadri da appendere o viti da fissare… Viti… perni… Cazzo, la mia caviglia!! Quando realizzo, l’ortopedico di fiducia vestito da torturatore proferisce le parole “ora sentirai un po’ di dolore”… CHECCAZZOSTAIADDI’??? Metti giù sto coso! Dove vai senza anestesia e soprattutto… perché?? Non ho mai fatto male a nessuno, io… Ti pago ma posa quel trapano!
Dopo due secondi il trapano e lì che perfora il tallone dopo una finta anestesia locale che, a giudicare dal dolore che sento, doveva essere acqua fresca per risciacquare i residui di ossa rotte.
Avete mai visto una papera piangere come un vitello? E’ un vero spettacolo.
Perno, tiranti, pesi, impalcatura e Amelia è ridotta in un letto, immobile, per almeno sei giorni, fino all’intervento di ricostruzione del legamento.
To be continued…
postato da: Ameliando alle ore 18:40
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categoria: il fantastico mondo di ameliÃ
Piccolo prologo di quello che è stato
… quando si urla di dolore, si invoca sempre la mamma e mai, dico MAI, nessun altro parente o amico? Mai sentito nessuno urlare “Oh, zio Gino!” … Testate sui vostri parenti (“Testate”: voce del verbo testare, ma anche sostantivo plurale, visto lo scopo scientifico dell’esperimento)
… una porzione di chiappa di 15cmq sopporta fino a 12/15 iniezioni, prima di diventare di un viola uniforme?
… una punta di 15 cm infilata con un trapano in un tallone senza anestesia genera, all’incirca, cinque vaffanculo all’ortopedico e un paio a testa agli assistenti?
… una manovra di riduzione di una lussazione è inefficace a meno che non la si operi su di una lussazione?
… una sedia a rotelle non è assicurata per i tamponamenti?
… inviare sms a numeri sconosciuti con il testo “mi sono rotta una gamba, fammi compagnia” può generare risposte del tipo “vieni che te ne do una delle mie tre”?
… 12 giorni senza shampoo equivalgono a tredici punti nella raccolta per ricevere un esaurimento in omaggio?
… è possibile comprare un’infermiera con una rivista scandalistica? Per un inserto di cucina, ti fa anche la ceretta.
… l’antibiotico dà dipendenza? Dopo il quarto giorno di doppia razione giornaliera, chiedi all’infermiere se ne ha da sniffare.
… la classica raccomandazione dei genitori “metti le mutande pulite che non si può mai sapere” ha un suo perché che quasi mai si riferisce a robe di sesso??
… in Parlamento stanno pensando di depenalizzare l’omicidio di medici sadici?
postato da: Ameliando alle ore 15:22
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categoria: lo sapevate che
… a una donna che aspetta un figlio, dire “Hai già un maschio e una femmina… speriamo che sia gay” non è considerato un augurio?
… se la mamma dei cretini è sempre incinta, al papà dei cretini cominciano a girar un po’ le balle? Anche perché lui è sterile…
… dopo tre pacchetti di fruitjoy è possibile che si presentino avvisaglie di stitichezza? Questa non l’avreste mai detta, ci scommetto…
… sempre a proposito di intestino, 700gr di gelse corrispondono esattamente a 5 visite al bagno in 24 ore?
… stare stesi sul divano a guardare la tivvù, mentre ci si immagina di star sudando in una dura sessione di jogging, non fa dimagrire? Gli scienziati stanno studiando l’anomalia.
… il marsupio del canguro non è lavabile in lavatrice? Non senza far incazzare il canguro, almeno.
… nessuno è ancora mai riuscito a stabilire il quoziente intellettivo di Luca Giurato? Si sospetta che il nulla cosmico occupi la sua calotta cranica.
… Federico Moccia è, in realtà l’esperimento messo in atto sulla celebre teoria di Woody Allen del “dovremmo nascere tutti vecchi per poi morire in un orgasmo”? Nel suo caso, non trovando una donna disposta ad accoglierlo, si sta organizzando una morte in una scorreggia. Di scimmia.
… non è possibile scaccolarsi il naso senza procurarsi ferite multiple alla mucosa nasale, con una french manicure?
… ci sono popoli che mangiano la carne di cane con le cipolle, come un normale spezzatino? Barbari… lo sanno tutti che la carne di cane si sposa meglio con l’aglio.
… nessuno è mai riuscito a sapere come va a finire una trasmissione di Marzullo? Gli stessi autori ne scrivono i primi 10 minuti, poi s’addormentano sul copione.
postato da: Ameliando alle ore 09:24
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categoria: lo sapevate che
18:11 - una donna può essere ambivalente ossia apparire consolatrice ma in realtà infierire sullo stato emotivo di un 35enne fragile? (del tipo…con una mano ti faccio una carezza, e sotto al tavolo ti prendo a calci sugli stinchi??)
18:51 - fa bird watching? posso farle vedere il mio uccello? (no! Mi lasci indovinare… un raro esemplare di cuculus canorus??)
19:56 – ciao (…e non ti spreca’, sa??!!)
20:50 - ciao, vorrei sentire il rumore... (e accendi le casse! Tante volte…)
19:23 - non hai mai voglia d'essere un po' monella? (poso la fionda e la cerbottana e ti rispondo!)
13:10 - ciao lo hai mai visto in cam? è solo una domanda si o no? (mi chiedo, piuttosto, se tu l’abbia mai vista dal vivo…)
18:20 - il più grande peccato dell'essere umano??? Non avere una mano a forma di figa..tutte le pippe sarebbero state scopate e adesso al posto di cercarvi vi avremmo sputato in faccia... (un fine avanguardista!!!)
14:48 - Mi piacerebbe conoscere una donna con seni grandi o molto grandi ... (son ricerche sterili, figlio mio… io sono anni che cerco un uomo con un cervello grande, molto grande…)
14:19 - bello benestante ma infelicemente sposato (ti sei scordato “fesso”! A che serve avere i soldi se non ti liberi manco di una moglie indesiderata??)
12:12 - le indossi? (no, in genere ci levo la polvere…)
16:17 - ciao, cerco una donna spiritosa e simpatica a cui dedicare una mia doccia ripresa con la cam (spiritosa perché quello che si vede fa ridere?? …ragazzo, tu non hai capito niente di marketing!!)
postato da: Ameliando alle ore 18:18
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categoria: segreteria
Il brutto e il ridicolo della cronaca degli ultimi giorni
David Norris, calciatore di una squadra Inglese di serie B, probabilmente sarà ricordato negli annali calcistici non per le sue doti atletiche, quanto per la mancanza di tempismo. Il gesto di esultanza seguito al suo gol, mimare delle manette, era infatti una dedica per l’amico ed ex portiere del Plymouth, Luke McCormick, in prigione per aver ucciso due bambine con la sua auto, che guidava ubriaco. Il suo Club lo ha multato e costretto a scrivere una lettera di scuse. Io lo costringerei a un giro in auto con l’amico ubriaco…
4° posto Moglie l'accusa: 'Hai un'amante', e lui a 91 anni chiede divorzio
Pare proprio che i problemi familiari non si risolvano con l’età… Lo sa bene il 91enne di Barano d’Ischia che, esasperato dalle accuse della “giovane” seconda moglie 60enne di avere un’amante, ha deciso di chiedere il divorzio. In effetti il sospetto è lecito… chi non troverebbe appetibile un uomo di quell’età?? Ok, confesso di averci fatto un pensierino…
3° posto Perde la verginità durante una visita ginecologica Una donna di Partinico sporge denuncia per lesioni
Lo confesso: leggere la cronaca “minore” di questa settimana, è stato un po’ come tuffarsi in una realtà parallela, dove l’assurdo diventa plausibile e l’incredibile diventa credibile! A Partinico, una donna di cui non si conoscono nome ed età, ha denunciato il medico di un consultorio familiare che, a suo dire, l’avrebbe privata della sua integrità con un divaricatore vaginale di quelli normalmente usati durante le visite di rito. Dando per scontata la sanità mentale del medico, viene da ipotizzare che la donna sia stata ampiamente oltre la fascia d’età entro la quale un ginecologo si informa circa l’integrità dell’imene… Sarà mica stata la nuova illibata amante del 91enne di cui sopra???
2° posto Suocera invadente, matrimonio nullo
Dopo la sentenza del tribunale ecclesiastico, anche la Corte d’appello di Salerno, ha confermato la nullità delle nozze di una coppia, per “eccesso di suocera”! Pare che lo sposo, prima del matrimonio, avesse posto come condizione che la madre della sposa si tenesse lontana dalla loro vita familiare. Visto il mancato rispetto di tale condizione, è stata accolta la richiesta di annullamento. Ora mi immagino le file di uomini fuori la porta degli studi legali…
1° posto Marito impotente dopo incidente, moglie risarcita
Il marito resta impotente dopo un incidente stradale otto anni fa e la moglie, ora 55enne, chiede ed ottiene 50mila euro per danno esistenziale, morale e biologico per l’astinenza sessuale a cui è stata costretta. L’assicurazione del proprietario della moto che investì l’uomo dovrà, dunque, pagare l’ingente somma per l’impotenza sopraggiunta dopo la depressione post-incidente. Dopo queste ultime due notizie, voi che siete li coi dubbi sulla vostra futura carriera… avete già i moduli per Giurisprudenza o ve li stampo io??
postato da: Ameliando alle ore 21:41
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categoria: fdm of the week
Non sono una donna.
O almeno non credo di esserlo.
Cioè, nelle mutande e sotto la maglietta è tutto al proprio posto. Ma guardiamo per un attimo i dati oggettivi in mio possesso: ci sono degli standard qualitativi che io, evidentemente, non rispetto e per i quali potrei vedermi contestato il mio status di donna.
Andiamo per ordine.
Trucco: i fugaci e rari momenti della mia vita in cui ne ho fatto uso, sono stati quasi tutti indotti da terze persone, passibili di condanne per circonvenzione di incapace. Io: l’incapace a cui se mettete del rossetto otterrete lo stesso effetto del metterle una museruola, zitta per quella orrenda sensazione d’avere qualcosa in bilico sulle labbra, la cui vita dipenda dall’equilibrio raggiunto tenendo la bocca chiusa, nella tipica espressione nota in Francia come “buc de cul”. Ottimo per una dieta, un po’ meno per una serata mondana.
Calze: le donne adorano le calze, le mettono sempre e ovunque. A me gelano le chiappe!! Odio il sintetico, I love calzini! Eh si, cari miei: raccogliete il pisello dal pavimento, crollato dallo sconforto per la notizia. A mio vantaggio posso, però, dire che adoro le parigine (le calze, non le donne) e posso sopportare le autoreggenti.
Per qualche ora.
Solo sotto le gonne.
In auto: in curva accelero. Sorpasso i tir senza tachicardia. Ho superato il 180km/h talvolta. So rallentare scalando di marcia. So attraversare un incrocio, cambiare una gomma e conosco l’uso di ogni tasto e pulsante sulla plancia. So orientarmi senza un cane da tartufo e conosco strade e autostrade.
Con gli uomini: non so ammiccare. Non so fingere. Non so fare giochetti, non so fare la preziosa, non so nascondere i miei sentimenti, nel bene e nel male, in amore e odio, in amicizia o antipatia, in divertimento o noia. Se dico a qualcuno che mi sta simpatico, vuol dire che mi sta simpatico. Non so mentire: al massimo non dico.
Con le altre donne: non faccio comunella. Non spettegolo. Non giudico. Non racconto con pathos i drammi del cachemire rovinato dalla lavatrice.
In casa: non ho la fissa dell’ordine e della pulizia. Non cambio le lenzuola tutte le settimane: ho la presunzione di ritenermi pulita, giacché mi lavo prima di andare a letto e pure dopo. Non mi porto dietro l’aspirapolvere come un cane al guinzaglio e il folletto, per me, è ancora un magico abitante dei boschi. Posso pulire il pavimento di una stanza soltanto, senza essere assalita dai sensi di colpa per le altre stanze. Un alone di calcare non rappresenta una sconfitta personale. Se qualcuno sporca subito dopo che ho pulito, ripulisco senza dichiarare guerra.
Funzioni corporali: ce le ho! Tutti ce le abbiamo, ma qualche dolce donzella lo nega. Io no! Rutto, giuro! Non in pubblico, ovviamente, ma lo faccio. E voglio passare un giorno con una di quelle che, schifate, vanno dicendo “Io non faccio certe cose!”. La porto alla sagra della bibita gasata e la introduco nel fantastico mondo del rutto libero. E quando mi accorgo che sta per sparare la bomba, le tappo naso e bocca e voglio vederla ruttare con le orecchie!
E poi si va in ordine sparso… non so camminare sui tacchi, se qualcuno mi parla di kajal gli rispondo “a soreta”, in un centro commerciale visito prima il negozio di elettronica e poi, eventualmente, quello di abbigliamento. La tovaglia in tavola ci va solo a Natale, so che il crack di un programma non fa di me una tossica, Baglioni mi irrita il colon, i film d’amore mi fanno piangere, si, ma per lo spreco di denaro e risorse, a un mazzo di fiori preferisco il pieno di benzina.
Sto messa molto male, vero? Ci saranno dei corsi di recupero? Dei crediti formativi? Delle scuole di specializzazione tenute, che so… da Valeria Marini? Faccio un esame delle urine??
postato da: Ameliando alle ore 20:11
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categoria: amenità ameliose, il fantastico mondo di ameliÃ
Il brutto e il ridicolo della cronaca degli ultimi giorni
Un 37enne di Reggio Calabria, Alessandro Nicolò, è stato fermato dai Carabinieri mentre, candidamente, smontava una cabina telefonica per portarsela via. Gli mancava l’ultimo colpo di martello per sradicare l’apparecchio, quando è stato fermato e arrestato. Si trattava, evidentemente, di un amante del genere (rubato!) giacché anche l’auto è risultata illegalmente sottratta. Ora ditemi se il collezionismo deve essere considerato un crimine…
3° posto Australia: giudice dorme in udienza, annullato processo
Durante i 17 giorni di udienze per un processo a due persone, poi condannate per traffico di droga, il giudice australiano Ian Dodd non s’è fatto mai mancare una bella pennica ristoratrice. E’ per questo che dopo due anni, gli imputati hanno chiesto e ottenuto l’annullamento di quel processo e l’Alta Corte australiana ha concesso loro una seconda possibilità. La motivazione è l’evidente incapacità del giudice sonnacchi0ne di supervisionare il processo e, cosa non da poco, il fastidio procurato ai giurati col suo russare!
2° posto Rifiuti: primo arresto a Napoli
E’ di poche settimane fa l’entrata in vigore del provvedimento “anti monnezzari” ed ecco che arriva la prima vittima: tale Vitale Varchetta, di 32 anni, beccato a depositare bombole e mobili da cucina su dei marciapiedi. Si tratta, palesemente, di un equivoco: il sig.Varchetta era evidentemente in procinto di traslocare e, nell’attesa del camion su cui caricare le sue cose, ha solo appoggiato il tutto casualmente nei pressi di alcuni cassonetti. Solo che i carabinieri sono così maledettamente malfidati…
1° posto Dopo la gaffe su Obama, Berlusconi al contrattacco: "La laurea del coglione a chi mi ha criticato"
Cosa dire che non sia stato già detto? Quest’uomo è la caricatura del politico, la caricatura dell’imprenditore, la caricatura di sé stesso… Ha scatti d’ira incontrollata, che a nulla serve celare dietro un sorriso da paresi facciale, ha uscite che definire assurde è fargli un complimento, si circonda di personaggi dalla dubbia moralità e continua a comportarsi come un bambino che ha la proprietà del pallone con cui si sta giocando la partita nel campetto del quartiere, che può decidere quando e come disporne… E fa battute in tempi e modi inappropriati: “Sposi un milionario” alla ragazza precaria, il gesto del mitra alla giornalista russa, alla conferenza stampa di Putin, il gesto delle corna nella foto di gruppo nel vertice UE, ora tocca all’abbronzato Obama che poraccio, dal canto suo, lo compatisce e fa finta di nulla! Ricordo soltanto un altro esempio di stesso tipo di umorismo inappropriato e poco tempista:
“Maestà, il popolo ha fame… non ha pane”
“Che mangino brioche!”
Solo che a quel tempo li decapitavano.
Ahhhh, che nostalgia….

postato da: Ameliando alle ore 14:43
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categoria: fdm of the week
Dunque, le cose stanno così... Sono giorni che ho un post in mente e non trovo il tempo di scriverlo. E' lì, mezzo scritto su una Moleskine.
Facciamo un esperimento: voi provate a immaginarvelo, cercate di indovinare cosa ho scritto, e se proprio non ci riuscite, io lo pubblico!
E sforzatevi, su...
postato da: Ameliando alle ore 22:02
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